Google continua a lavorare per migliorare Google Analytics: il 2017 è l’anno dei grandi cambiamenti. Seguendo i passi della nuova presentazione dell’interfaccia utenti partita a inizio anno, l’attenzione adesso si è spostata sul nuovo report il: Session Quality Report (Beta).

Ad ogni sessione individuale è assegnato un punteggio di qualità che va da 1 a 100 e serve a determinare quanto un utente è vicino alla conversione (o la prossimità  dell’utente alla conversione). Un punteggio vicino a 100 indica che l’utente interagisce con il sito e questo si traduce in un’elevata probabilità di conversione; al contrario, un punteggio vicino a 1 indica un basso livello di coinvolgimento dell’utente con il sito.

A questo nuovo report si può accedere selezionando nel proprio account Analytics: Pubblico > Comportamento > Qualità della sessione.

Ecco cosa ha comunicato Google sul come viene calcolato il punteggio di qualità:

“Usando gli stessi sistemi di machine learning come per Smart Lists e Smart Goals, Analytics calcola le metriche relative alla Qualità della sessione e alla Qualità media della sessione per stimare la prossimità dell’utente alla conversione. Viene valutato il coinvolgimento dell’utente per ciascuna sessione e il valore della prossimità dell’utente alla conversione risultante viene espresso sotto forma di punteggio su una scala da 1 a 100 per ciascuna sessione nell’intervallo di date, nella quale 1 è il punto più lontano e 100 il punto più vicino a una transazione. Un valore pari a 0 indica che per l’intervallo di tempo selezionato la metrica non è stata calcolata.”

Come usare la Session Quality?

1. Segmentazione
L’obiettivo primario del punteggio di qualità è quello di offrire la possibilità di capire quali sono i clienti più propensi a convertire e quali no. Questo è un grande passo in avanti perché dà la possibilità di separate gli utenti molto interattivi, che non convertono da quelli non attivi che visitano il sito.
La creazione di questi segmenti è molto facile. Basta cliccare sull’icona accanto al punteggio di qualità, e selezionare dove si desidera visualizzare questo segmento e salvarlo.

Creare segmenti di utenti per migliorare la quality session e identificare gli utenti più propensi a convertire offre la possibilità di capire meglio la performance della vostra strategia di marketing. Inoltre, avete la possibilità di capire quali sono i canali e le strategie che generano il maggior numero di sessioni prossime alla conversione, quali sono i contenuti che attraggono maggiormente gli utenti e qual è il contenuto che porta più traffico al sito.

2. Identificazione traffico generato da bot
Il traffico non umano è un problema di cui tutti siamo consapevoli. E nonostante molti scelgano l’opzione “escludi il traffico da tutti i bot conosciuti” nelle impostazioni, molti devono isolare e quindi escludere traffico da reti e fonti dubbie quando notano attività sospette nei propri account. Usando la segmentazione e scegliendo un punteggio di qualità basso avete la possibilità di identificare tutti gli utenti che producono sessioni di bassa qualità e individuare anche il traffico generato da possibili bot.

3. Remarketing
L’uso della quality score per creare liste di remarketing in Google Analytics aiuta a migliora gli investimenti fatti targettizzando utenti con un elevato ASQ (Average Session Quality o Qualità media della sessione).

Infine, il punteggio di qualità riesce a definire la percentuale degli utenti che presentano la maggior o minor propensione alla conversione. Questa informazione ci permette di andare oltre alla classica segmentazione “ha convertito” e “non ha convertito”, dato che c’è la possibilità di visualizzare anche l’interazione degli utenti con il sito e la loro propensione alla conversione.

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