Oggigiorno esistono numerosi programmi di Computer Graphic 3D, sia commerciali che open source, dedicati alla progettazione CAD o alla modellazione, all’animazione e al rendering, con caratteristiche sempre più innovative e che offrono prodotti specifici per ogni singola tecnica di modellazione, da quella organica allo sculpting 3D, dalla procedurale al meshing.
Non esistono, però, software migliori o peggiori di altri, infatti, sia quelli open source che quelli commerciali hanno caratteristiche e prestazioni peculiari che li possono far preferire a seconda sia del risultato finale che si vuole ottenere sia dell’operatore che deve eseguire il restauro virtuale. Inoltre, nessuno dei software può essere considerato “omni-comprensivo”, cioè sufficiente ad eseguire l’intero lavoro. Infatti la modellazione rappresenta solo la prima, anche se fondamentale, parte dell’azione di restituzione 3D per il restauro, alla quale seguono altri interventi che necessitano dell’uso di appositi programmi.

Per quanto riguarda i modelli digitali i principali software sono i seguenti.

 

  • AutoCad: è un software di grafica vettoriale CAD prodotto da Autodesk nel 1982; utilizzato nella progettazione architettonica, gestisce superfici e solidi di tipo parametrico e NURBS.
  • ArchiCad: nato contemporaneamente ad AutoCad, ArchiCad è un programma CAAD prodotto dalla Apple Macintosh impiegato esclusivamente per la progettazione architettonica e utilizza oggetti parametrici.
  • 3D Studio Max: creato in origine dalla Discreet Logic, 3D Studio Max è oggi di proprietà di Autodesk; è un software completo per la modellazione sia manuale che procedurale ed è dotato di un potente motore di rendering e di strumenti di lavorazione avanzata che consentono di realizzare animazioni virtuali.
  • Lightwave 3D: software creato nel 1994 dalla NewTek dalla fusione di due precedenti pacchetti 3D (Intelligent Light eWavefront della suite Video Toaster), è oggi uno dei programmi più impiegati nella modellazione, nell’animazione e nel rendering ma anche nella cinematografia per i processi di post-produzione ed effetti speciali.
  • Cinema 4D: prodotto nella sua prima versione nel 1993 dalla Maxon Computer GmbH, software house tedesca della Nemetschek, è un programma che grazie anche alle numerose plug-in consente di utilizzare tutte le tecniche di modellazione (manuale e procedurale) e di animazione virtuale (Motion Capture e Character animation) e supporta anche i principali motori di rendering.
  • Maya: prodotto inizialmente dalla Alias, successivamente acquistata da Autodesk, è un software di modellazione, animazione e rendering potente e versatile utilizzato molto nella cinematografia per le sue alte prestazioni nella Character animation e nella modellazione procedurale; supporta anch’esso i principali motori di rendering.
  • Blender: realizzato dall’olandese NAN (Not a Number Technologies) nel 1998 come software proprietario ma con licenza gratuita, dal 2002 appartiene alla Blender Foundation; oggi è un software open source dotato di tutti i sistemi avanzati di modellazione, animazione e rendering.
  • Z-Brusch: è il software più utilizzato per modellare con la tecnica dello sculpting 3D.
  • Vector Works: programma CAD nato nel 1985 col nome di MiniCAD dalla casa produttrice Diehl Graphsoft è ora sviluppato dalla stessa società che realizza il software Cinema 4D, la Nemetschek, che ne ha cambiato il nome in VectorWorks nel 1999; utilizzato sia per la progettazione bidimensionale che per la modellazione 3D.
  • SketchUp: è un software prodotto dal 2000 dalla @Last Software successivamente acquisita, nel 2006, da Google per la modellazione freeware; è dedicato alla progettazione architettonica e al design ed è molto utilizzato dai professionisti per il suo metodo di lavoro intuitivo e versatile.
  • Allplan: software CAD prodotto dalla Nemetschek dedicato esclusivamente al Building Information Modeling (BIM) cioè modelli architettonici correlati da dati relativi alle singole parti dell’edificio rappresentati oltre che in forma grafica anche numerica.

 

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Tratto da “Il restauro virtuale in archeologia” di Massimo Limoncelli, Carocci Editore.

Massimo Limoncelli fa parte del nostro team e si occupa di ricostruzioni 3d in ambito archeologico.

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