Cos’ è la frequenza di rimbalzo?

La frequenza di rimbalzo o bounce rate indica la percentuale di utenti che si limitano a visitare solo una pagina del sito web in cui sono atterrati. Da non confondere con il Tasso di Uscita che indica la percentuale di visitatori che lasciano il sito web da una certa pagina (dopo aver visualizzato alcune pagine, non solo la prima).

Che cosa indica la frequenza di rimbalzo?

Generalmente, come altri mezzi usati per l’analisi di un sito web, la frequenza di rimbalzo è uno strumento utilizzato per valutare la capacità di un sito di conservare i propri utenti.

Per esempio, a noi di WebDomus, piacerebbe che gli utenti ci trovino direttamente dai risultati di ricerca, sui social o da qualche altra fonte, leggano i nostri articoli, per poi decidere di visitare anche le altre pagine del nostro sito web.

Se la frequenza di rimbalzo è alta, questo potrebbe significare che il contenuto non ha una buona performance, anche se ci sono molte altre possibili spiegazioni.

Per esempio, per valutare e analizzare l’andamento di una pagina o sito web è necessario considerare anche altri elementi e metriche, come ad esempio, la percentuale dei visitatori che visitano altre pagine a parte quella in cui sono atterrati, il tempo che i visitatori passano navigando le pagine del sito oppure si possono usare strumenti di monitoraggio per capire quanti visitatori leggono fino alla fine gli articoli.

La percentuale della frequenza di rimbalzo si differenzia anche a seconda del tipo di sito web. Per un articolo questa percentuale può variare dal 40% al 98%.

Una frequenza di rimbalzo alta è sempre un indicatore negativo?

La risposta rapida è no. La frequenza di rimbalzo di solito dipende dall’obiettivo del sito web. Ad esempio, molti utenti sono alla ricerca solo di un numero di contatto o qualche altra informazione rapida. Se il sito è organizzato in modo tale da facilitare questa ricerca, allora è ovvio che gli utenti lasceranno la pagina subito dopo aver incontrato l’informazione che cercavano e questo farà si che aumenti anche la percentuale della frequenza di rimbalzo.

Se per esempio volete sapere l’età di un personaggio famoso, questa informazione di solito si trova appena apri una pagina di Wikipedia, quindi non è necessario scrollare o cliccare si altri link interni, e molti utenti appena trovata l’informazione che cercano, cliccano subito per tornare indietro. Anche in questo caso si contribuisce ad aumentare la frequenza di rimbalzo di un sito.

Per altri siti, come i nostro ad esempio, è importante che i visitatori passino più tempo esplorando le pagine del sito e leggendo gli articoli del blog perché il contrario significherebbe che non stiamo realizzando le aspettative degli utenti.  In questo caso, una percentuale alta di frequenza di rimbalzo non è un indicatore positivo.

Frequenza di rimbalzo e SEO

Google non conosce l’esatta percentuale della frequenza di rimbalzo del vostro sito web, anche se teoricamente può trovare queste informazioni dai milioni di siti che usano Google Analytics.

In teoria, questa percentuale sarebbe un fattore importante per il posizionamento di un sito web, giacché indica quanto sia rilevante la vostra pagina per gli utenti che cercano contenuti tramite una determinata query. Però, si fanno anche delle eccezioni a seconda del sito web e del tipo di ricerca che effettuano gli utenti.

Se ad esempio, un utente effettua una ricerca su come creare il design di una landing page e rimbalza immediatamente, significa che non ha trovato l’informazione che stava cercando. Se invece clicca su una pagina per controllare velocemente il meteo allora la percentuale della frequenza di rimbalzo potrebbe essere giustificata.

Il concetto di tempo di permanenza è molto importante, è simile – ma non uguale – alla frequenza di rimbalzo.  È essenzialmente il tempo che l’utente passa in un sito prima di ritornare alla pagina di ricerca.

Se questo è o no un altro fattore per determinare il posizionamento del un sito è discutibile, però ha senso alla luce delle dichiarazioni Google dirette a migliorare la qualità dei risultati.

Sostanzialmente funziona così:

-Se un utente clicca su un sito apparso nelle SERP, e passa del tempo navigando questo sito, ciò significa che i risultati erano rilevanti alla query di ricerca dell’utente e nello stesso tempo, il sito ha raggiunto il suo obiettivo. In questo caso Google ha fatto un buon lavoro nel posizionare questo sito per primo nei risultati di ricerca.

-Se un utente effettua una ricerca su Google e nella pagina dei risultati clicca un sito per poi ritornare subito indietro è sceglierne un altro, significa che il primo sito non è stato utile per la sua ricerca. Perciò, un altro sito merita di occupare quella posizione su Google.

Queste però sono delle generalizzazioni, perché i risultati variano da sito a sito, come nel caso in cui la risposta appare direttamente nelle SERP. In questi casi, l’utente non ha bisogno di visitare altre pagine e nemmeno di passare più tempo navigando un dato sito.

Come potete ridurre la frequenza di rimbalzo del vostro sito web

In questa parte dell’articolo ci concentreremmo sui vari metodi da applicare per abbassare la percentuale della frequenza di rimbalzo e per cercare di trattenere gli utenti più a lungo sul sito.

1.Tempo di caricamento dei contenuti del sito

A nessuno piacciono le pagine che richiedono molto tempo per caricare i contenuti. Perciò assicuratevi che le pagine del vostro sito si carichino velocemente sia dal computer che dal cellulare. I visitatori sono disposti ad aspettare solo 2 secondi che la pagina carichi i contenuti, cosicché è importante pensare alla velocità prima che gli utenti decidano di visitare un altro sito web.

Questo fattore è molto importante sia dalla prospettiva dell’esperienza utente sia come parte dei fattori di posizionamento nella pagina dei risultati di Google.

2.Fornire informazioni rilevanti

Questo fattore è fondamentale specialmente per gli e-commerce. Per esempio se siete alla ricerca di un hotel dove alloggiare allora la miglior opzione per molti utenti è fare una ricerca con TripAdvisor.

Qui gli utenti possono trovare (in teoria) recensioni sull’albergo che stanno cercando e allo stesso tempo, una volta su Tripadvisor, possono vedere anche altri alberghi.

Ma se, a parta tutte le altre informazioni necessarie, al vostro sito aggiungete le recensioni di diversi clienti oppure integrate le recensioni di TripAdvisor allora gli utenti non hanno motivo di cercare su altri siti web.

3.Evitare i clickbait

I clickbait sono una pratica comune oggi giorno. Il termine letteralmente significa “esca da click” ed è una pratica diffusa di creare titoli accattivanti ai quali corrispondono articoli fuffa, poco pertinenti e addirittura fasulli.

Se provate a cliccare uno di questi articoli vi troverete su pagine piene di pop-up, articoli e immagini divisi in diverse pagine che non fanno altro se non spingervi a cliccare sulla pubblicità. Noi non siamo contrari ai titoli accattivanti, solo che l’articolo che segue deve essere all’altezza delle aspettative degli utenti, perché se non è così questi ultimi cliccheranno subito per tornare indietro, facendo aumentare la percentuale della frequenza di rimbalzo.

4.Evitare per quanto possibile i pop-up e le pubblicità

Accogliere i visitatori con un enorme pop-up appena entrano nel vostro sito è il modo migliore per fare si che il prossimo passo sia cliccare il bottone “Indietro”. La stessa cosa vale anche per le pubblicità che occupa molto spazio nelle pagine nel sito specialmente quelle in versione audio o video.

5.Ottimizzare i link interni 

I link interni sono una parte importante delle strategie SEO e non solo, perché influenzano anche il tempo che gli utenti passano su un sito web.

Offrendo la possibilità agli utenti di cliccare su altri articoli interessanti che completano l’articolo che stanno leggendo, aiuta loro ad avere più informazioni e voi ad aumentare le possibilità che quell’utente passi più tempo esplorando il vostro sito web.

6.Attenzione ai link esterni

Se nelle pagine del sito inserite link esterni dovete assicurarvi che i clienti possano accedervi senza dover uscire dal vostro sito. Questi link si devono poter aprire in un’altra finestra del browser senza dover prima chiudere l’attuale pagina, altrimenti e come chiedere agli utenti di abbandonare la vostra pagina per visualizzarne un’ altra.

7.Numerazione delle pagine

Alcune persone pensano che questa sia una strategia utile a ridurre la percentuale della frequenza di rimbalzo, però altri pensano che dividere un solo articolo in molte pagine non sia piacevole per gli utenti.

Per gli utenti e più facile scrollare che passare da una pagina all’altra, perciò è evidente che questa pratica viene impiegata specialmente per aumentare in modo artificioso il numero delle visite di un sito web.

8.Design

Gli utenti si creano un’opinione su un sito non appena lo visualizzano. E se questa prima impressione è positiva o negativa dipende dal design del sito. I risultati di ricerca possono anche aver convinto gli utenti a cliccare, ma un tipo di design non curato (o almeno progettata per non attirare l’attenzione degli utenti) può convincerli a lasciare il sito.

Ad esempio, un sito e-commerce dovrebbe trasmettere un certo livello di professionalità, se state chiedendo agli utenti di affidarvi i propri dati della carta di credito. Perché potrete vendere anche i migliori prodotti, ma se il design non trasmette professionalità e il sito è difficile da leggere gli utenti non si fideranno.

9.Formato degli articoli

Come il design anche il formato degli articoli è uno dei primi elementi che gli utenti notano in un sito web. Molte persone ad esempio, rinunciano a leggere articoli lunghi e senza immagini, perché richiedono un maggiore impegno.

Dall’altra parte, se l’articolo è strutturato bene, provvisto di immagini e suddiviso in paragrafi allora apparirà più facile da leggere e più interessante.

10.Sito mobile – friendly

Se desiderate raggiungere sia le persone che usano il computer che quelli che usano il cellulare, allora dovete investire a che tutti i visitatori abbino la stessa esperienza quando visitano il vostro sito.

11.Ricerca e navigazione

L’opzione di ricerca in molti siti fornisce un’alternativa di navigazione facile per i visitatori.

Sui siti e-commerce, gli utenti che usano le opzioni di ricerca spesso convertono di più rispetto alla media, dato che usare una opzione simile indica una maggiore propensione ad acquistare.

Su altri siti, la ricerca fornisce agli utenti un modo alternativo per navigare attraverso le pagine, una che molti utenti preferiscono. Dare alle persone modi semplici e chiari per navigare il vostro sito rende la navigazione intuitiva e coerente.

12.Suggerimenti di altri articoli

Si tratta di un modo di dare agli utenti altre idee e suggerimenti su contenuti o pagine relazionate con l’articolo che stanno leggendo.

Qui potete includere altri articoli postati sempre sul vostro sito, che approfondiscono un tema o che potrebbero attirare l’attenzione degli utenti.

13.Gli articoli più letti/commentati

Questo è un altro modo di suggerire contenuto rilevante ai vostri lettori. L’obiettivo è quello di offrire nuove opzioni di lettura sia per gli utenti che preferiscono gli articoli più commentati sia per quelli che preferiscono gli articoli più visualizzati.

14.Call to Action efficienti

Dovete essere molto chiari sulle azioni che vorreste che gli utenti facciano sul vostro sito, sia questo acquistare un prodotto, chiedere un preventivo o altro.

Ecco alcuni elementi da considerare:

Parole. Usate parole chiare e concise per spiegare ogni opzione e possibilità. Come ad esempio “Aggiungi al carrello” o “Compra”.
Colori. Fate alcuni test per vedere i colori che convertono meglio. La chiave in questo caso è il contrasto.
Grandezza. Create call to action abbastanza grandi da essere visibili ma non da occupare tutto lo spazio del sito.
Posizione. Le call to action devono essere messe in quella parte della pagina web, dove sono più visibili per gli utenti.
Adatti a ogni dispositivo. Le call to action devono essere perfettamente visualizzabili sia dal computer che dai dispositivi mobile.
Test. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Parole, colore, forma, posizionamento ecc. possono essere tutti testati per trovare la combinazione che produce i risultati migliori.

Conclusioni

I suggerimenti che vi abbiamo dato in questo articolo sono una miscela di metodi per convincere gli utenti a rimanere più a lungo sul vostro sito e per esplorare altre pagine. Quest’ultima è la chiave per ridurre la frequenza di rimbalzo, in quanto gli utenti devono poter interagire con il sito, vistando altre pagine a parte quella dove sono atterrati. Se questa non compie la sua funzione, allora è poco probabile che gli utenti passino a visualizzare le altre pagine del sito.

Inoltre, la percentuale della frequenza di rimbalzo è un dato necessario, però da sola non è un indicatore sufficiente a misurare il successo di una pagina web, perciò deve essere usata insieme ad altri parametri come il tempo trascorso su una pagina.

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