E-commerce
La normativa sul commercio elettronico

infoCommercio elettronico: una definizione

Nell'ordinamento italiano non si rinviene una definizione di commercio elettronico. La dizione di commercio elettronico, infatti, compare solo nell'articolo 21 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114, recante "Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59", ove è previsto a carico del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato il compimento di azioni volte a promuovere "(..) l'introduzione e l'uso del commercio elettronico (...)", senza, però, che sia data alcuna indicazione in ordine ai confini giuridici di tale espressione.


Secondo la definizione accolta dalla comunicazione della Commissione europea COM (97) 157 "Un'iniziativa europea in materia di commercio elettronico" e contenuta nel documento "Linee di politica industriale per il commercio elettronico" adottato dal Ministero dell'industria, del commercio e dell’artigianato il 30 luglio 1998, il commercio elettronico "consiste nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l'effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo della Pubblica Amministrazione".

A tale definizione fa rinvio, inoltre, la circolare n. 3487/C con la quale il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato ha fornito alcune indicazioni sulla disciplina applicabile all'attività di vendita tramite mezzo elettronico.

Il quadro normativo

Il quadro normativo risulta attualmente composto da norme comunitarie e norme di diritto interno, molte delle quali adottate in attuazione di specifiche direttive comunitarie.

La normativa comunitaria

A livello comunitario particolare menzione merita la Comunicazione europea "Un'iniziativa europea in materia di commercio elettronico" (COM (97) 157), con la quale la Comunità si è posta l'obiettivo di creare un clima di fiducia e sicurezza tra le imprese ed i consumatori, favorendo così la diffusione di tecnologie affidabili e sviluppando un contesto giuridico ed istituzionale che faciliti la messa in opera di tali tecnologie.

La disciplina di riferimento è oggi costituita dalla direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 ("Direttiva sul commercio elettronico") relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, recepita nell'ordinamento interno con il Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.
Una volta definito l'ambito di applicazione della disciplina, la direttiva prevede innanzitutto, a garanzia della trasparenza dei rapporti, una serie di obblighi informativi a carico del prestatore di servizi elettronici.

Un'apposita sezione è dedicata alle comunicazioni commerciali con disposizioni che operano sul piano informativo e sul versante della tutela della privacy.

La parte centrale del provvedimento, invece, è rappresentata dalle disposizioni sui contratti conclusi per via elettronica.
A tal proposito la nuova disciplina prevede, in primo luogo, l'impegno degli Stati di consentire l'efficacia giuridica dei contratti negoziati e conclusi per via telematica (eccezion fatta per una serie di deroghe espressamente previste come i contratti che implicano l'intervento di un notaio o una registrazione pubblica, nonché i contratti in materia di diritto di famiglia e successione).

In secondo luogo si provvede ad indicare le informazioni che devono essere fornite al contraente da parte del proponente (relative, in particolare alle fasi contrattuali e all'archiviazione dell'atto), nonché ad individuare in termini certi modalità e tempi di conclusione del contratto.

Un'ulteriore sezione, infine, è dedicata alla responsabilità dei prestatori intermediari, mentre uno specifico articolo è dedicato alla composizione extragiudiziale delle controversie.

Nell'ambito delle politiche della tutela dei consumatori si segnalano:

- la direttiva in materia di contratti conclusi al di fuori dei locali commerciali (direttiva 85/577/CEE del Consiglio del 20 dicembre 1985) che, pur essendo stata adottata quando non esisteva la rete Internet, viene citata perché reca alcune norme per la tutela dei consumatori e, più recentemente,

- la direttiva in materia di contratti a distanza (direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 1997) che specifica alcuni principi fondamentali in materia di tutela del consumatore, facendo leva, essenzialmente sui diritti di informazione e di recesso.

Sono attualmente in esame (COM (1999) 385) alcune proposte di modifiche di quest'ultima direttiva, finalizzate ad estenderla ai servizi finanziari.

Il quadro giuridico sul commercio elettronico comprende, inoltre, un provvedimento relativo alle firme elettroniche (direttiva 1999/93/CE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 1999); la comunicazione COM (2001) 11 sulle frodi nel quadro delle norme comunitarie relative ai mezzi di pagamento elettronici, ed infine la direttiva sull'armonizzazione di alcuni aspetti relativi al diritto d'autore e diritti connessi nella società d'informazione (direttiva 2001/29/CE).

Particolare menzione meritano ancora la proposta di linee guida sui codici di condotta (iniziativa e-confidence), la rete comunitaria degli organismi per la risoluzione extragiudiziale delle controversie - ADR (Risoluzione del Consiglio del 25 maggio 2000) e il documento di lavoro relativo alla creazione della rete EEJ- net, SEC (2000) 405.

Sui principi applicabili agli organi extragiudiziali che partecipano alla risoluzione delle controversie in materia di consumo si è soffermata anche la raccomandazione della Commissione 2001/310/CE del 4 aprile 2001; il piano d'azione sui servizi finanziari e il commercio elettronico, la rete europea sui sistemi alternativi di risoluzione delle controversie in materia finanziaria (FIN-net); il piano d'azione per la criminalità informatica COM (2000) 890 e il piano d'azione per la sicurezza delle reti.

Per concludere, in materia di commercio elettronico, un altro filone di produzione normativa di notevole impatto e interesse è la disciplina della privacy. Su questa materia vale la pena ricordare: la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995 relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di tali dati; la direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita personale nel settore delle telecomunicazioni, della quale è attualmente in discussione una revisione (COM (2000) 385).

Sono inoltre in corso di esame proposte di modifica della 6^ Direttiva IVA (77/388/CEE) e la proposta per l'introduzione del nome di dominio di primo livello. EU (COM (2000) 827).

La normativa nazionale

Il quadro normativo interno è strettamente correlato a quello comunitario.

Tra i provvedimenti direttamente connessi alla normativa comunitaria vanno menzionati, innanzitutto, i decreti legislativi 15 gennaio 1992, n.50, e 22 maggio 1999, n.185, adottati, rispettivamente, in attuazione delle direttive in materia di contratti negoziati fuori dai locali commerciali e di contratti a distanza.

Per quanto concerne la materia dei documenti informatici e della firma digitale occorre invece fare riferimento innanzitutto all'articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (legge Basanini-1), che ha legalizzato a tutti gli effetti di legge gli atti, i dati e i documenti formati dalla Pubblica Amministrazione e dai privati con strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme, nonché la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici.

In attuazione di tale disposizione sono stati, quindi, emanati il decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n.513, nonché, con specifico riferimento agli aspetti tecnici, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 1999.

Le predette definizioni normative sono state riordinate in due atti normativi: il testo B raccoglie le disposizioni di carattere legislativo (decreto legislativo 28 dicembre 2000, n 443), il testo C, invece, raccoglie quelle di rango regolamentare (decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.444. Infine, il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445 raggruppa in un testo unico - testo A - le disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa.

Gli interventi normativi fin qui realizzati, peraltro, non si sono limitati a definire il quadro entro il quale si collocano i profili direttamente connessi alle transazioni e agli strumenti tecnici necessari per realizzarle; una significativa produzione legislativa, infatti, si è rivolta al sistema produttivo, allo scopo di incentivare investimenti nel settore delle tecnologie informatiche.

Sulla disciplina della privacy, per quanto riguarda la normativa nazionale, si possono infine segnalare il Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

FONTE: http://www.progettofiducia.it/normativa.asp?ID=32

Per saperne di più: http://www.progettofiducia.it

 
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